Rottamazione Cartelle 2026

Tutto Quello Che Devi Sapere su Chi Può Accedere e Cosa Succede a Sanzioni, Interessi e Aggio o (Oneri) di Riscossione

Il 2026 si prospetta come l’anno della “nuova pace fiscale”. Con l’approvazione della Legge di Bilancio, la Rottamazione Quinquies (la quinta edizione della definizione agevolata) è pronta a debuttare, offrendo a milioni di contribuenti la possibilità di chiudere i conti in sospeso con il Fisco con significativi sconti.

Se hai pendenze con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia), ecco una guida pratica su come funziona, chi può beneficiarne e quali sono i costi reali.


1. Cos’è la Rottamazione Quinquies 2026?

La Rottamazione Quinquies 2026 è una misura che permette di estinguere i debiti tributari affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossone pagando esclusivamente la quota capitale. In sostanza, lo Stato “sconta” al contribuente la parte accessoria del debito che spesso è quella che lo rende insostenibile nel tempo.

Cosa viene cancellato?

Presentando la richiesta di adesione alla rottamazione, il contribuente non dovrà pagare:

  • Sanzioni
  • Interessi di mora
  • Aggio (o Oneri) di riscossione

E le multe stradali e i tributi locali? Il Legislatore ha previsto che sia possibile “rottamare” anche quelle cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate – Riscossione che riguardano le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada e/o i tributi locali non versati. Anche per tali carichi si andrà quindi a pagare esclusivamente l’importo capitale ma verranno “scontate” la sanzioni, gli interessi e l’Aggio (quando applicato).


2. Chi può accedere alla Sanatoria?

Il perimetro della Rottamazione Quinquies 2026 riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione in un arco temporale molto ampio: dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

I requisiti principali:

  • Persone Fisiche e Giuridiche: Possono aderire privati, professionisti ed imprese.
  • Decaduti dalle precedenti edizioni: Una delle novità più attese riguarda chi aveva aderito alla Rottamazione-quater ma è decaduto per non aver pagato le rate. Queste persone potranno presentare una nuova domanda.
  • Decaduti da piani di rateazione: Potranno presentare richiesta di rottamazione anche i decaduti da precedenti piani di rateazione.
  • Contribuenti in regola con la Quater: Al momento le bozze di legge suggeriscono che chi è già in regola con i pagamenti della Rottamazione-quater potrebbe essere escluso, per non sovrapporre le due agevolazioni (che restano distinte). In questi giorni il Governo sta però valutando l’ipotesi di ampliare il novero dei destinatari della misura.

Attenzione: Sono esclusi i debiti oggetto di accertamento fiscale, quelli derivanti da accertamento ispettivo oltre a quelli relativi a recuperi di aiuti di Stato, sanzioni penali e somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei Conti.


3. Le Novità sulle Rate e il Tasso d’Interesse

Una delle notizie dell’ultima ora riguarda il costo della dilazione di pagamento. Mentre inizialmente si ipotizzava un tasso del 4%, gli ultimi emendamenti hanno abbassato gli interessi al 3% annuo.

Il piano di pagamenti:

La Rottamazione 2026 offre una flessibilità senza precedenti:

  • Pagamento in un’unica soluzione: Entro il 31 luglio 2026 (senza interessi).
  • Rateizzazione lunga: Fino a un massimo di 54 rate bimestrali (circa 9 anni), con conclusione prevista nel 2035.
  • Importo minimo: Ogni rata non potrà essere inferiore a 100 euro.

4. Calendario e Scadenze: Segna queste date

Per non perdere l’opportunità, è fondamentale rispettare il cronoprogramma stabilito dalla legge:

DataEvento
30 Aprile 2026Termine ultimo per inviare la domanda telematica all’AdE-R
30 Giugno 2026L’Agenzia invia la comunicazione con l’importo dovuto e i bollettini.
31 Luglio 2026Scadenza della prima rata o del pagamento in soluzione unica.
30 Settembre 2026Scadenza della seconda rata.

5. Cosa succede se si salta una rata?

La disciplina è rigorosa: il mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) comporta la decadenza immediata dai benefici. In questo caso, il debito originario “ritorna in vita” al netto di quanto già versato, e l’Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà riprendere le azioni esecutive (quali, ad esempio, pignoramenti e fermi amministrativi).


Conclusione: Conviene aderire?

Senza dubbio sì, soprattutto per chi ha debiti vecchi dove sanzioni e interessi hanno portato ad un notevole aumento dell’importo iniziale. La possibilità di dilazionare il pagamento in 9 anni rende il rientro fiscale molto più sostenibile per famiglie e imprese.

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